Obbligo pos per psicologi

Pos per psicologi tra obbligo e convenienza

Sono mesi ormai che gira la voce su canali ufficiali e altri meno che ogni professionista, medico o sanitario, come tutti i locali e altre aziende siano costretti, per legge, a munirsi di terminale. Ma l’obbligo del POS per psicologi è vero o no?

L’Enpap, però, la pensa in modo diverso e dice che l’obbligo c’è! Ora a chi credere? Sebbene l’Enpap dica sia un dovere avere il terminale, non ci sono sancite multe e sanzioni in caso della sua mancanza. Dunque non si corre un vero e proprio rischio in caso di mancata adempienza

Il pos è obbligatorio per i psicologi?

C’è un’altro punto importante nella circolare n.10/2014 in cui viene sancito che il professionista deve accettare per forza il pagamento con carta, se il cliente lo richiede, ma non c’è una vera e propria sanzione a riguardo. Da questo risulta che è più un onere che un vero e proprio obbligo.

E se il cliente non ha la possibilità di pagare in alcun modo se non con carta, va via senza pagare? No: la stessa circolare sancisce che se il professionista non accetta il pagamento e non ha il POS, il cliente gli deve comunque l’importo ( non può non pagare) per la prestazione ma non ci sarà la “mora del creditore”, ovvero gli interessi legali dovuti ad un ritardo del pagamento.

Perché accettare bancomat è un vantaggio

C’è poi da considerare la nuova legge sul contante con il quale il limite dei pagamenti in contanti è al massimo 2000€, superati i quali si può pagare solo con metodi elettronici altrimenti si commette un reato. Limite che poi diventerà 1000€ nel 2021.

Pos per medici e specialisti, dunque, avere un terminale di pagamento è praticamente un dovere, che però si trasforma in un vantaggio sia per chi pratica che per il cliente. Più sicurezza, maggiore libertà e versatilità, ad un piccolo costo sulla transazione o mensile.

Avvertenze e raccomandazioni

Quanto scritto in questo articolo è riportato gratuitamente ed un’interpretazione personale sui fatti e normative vigenti al momento della stesura del testo. Non hanno alcun carattere ufficiale e, ai sensi di legge, l’unico testo a cui fare affidamento è quello pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

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